VIPERA: UNA PAURA IMMOTIVATA

VIPERA: UNA PAURA IMMOTIVATA

Tra le fobie che più affliggono l’uomo, sicuramente la paura dei serpenti, ovvero l’ofidiofobia, occupa un posto d’onore.

L’essere che striscia, che inietta veleno, ci rimanda ad ancestrali paure che per molti è impossibile debellare. Purtroppo, questa fobia ha molto spesso portato alla morte di tantissimi innocui serpenti, rei solo di non avere occhi dolci come quelli di un cagnolino.

Tra i serpenti locali, quello che sicuramente fa più paura è la vipera.

Andiamo ad analizzare meglio questo stupendo animale.

La vipera dei nostri boschi appartiene alla specie vipera aspis, la vipera comune. Nonostante molti altri serpenti, come natrici tassellate e natrici del collare, vengano scambiati per vipere, il riconoscimento di quest’ultime è molto più semplice di quanto si possa immaginare.

La vipera aspis ha tipicamente un capo grosso e triangolare, con apice del muso più o meno ricurvo verso l’alto. Il corpo è massiccio (molto di più di quello della natrice o del saettone), con una lunghezza che non supera i 70 cm circa (nonostante casi di vipere lunghe 94 cm, un esemplare che supera i 70 cm è da ritenersi eccezionale).

 

La coda, altra caratteristica peculiare, è corta e stretta ed è distintamente staccata dal resto del corpo.

La livrea, ovvero la colorazione, può variare a seconda della zona. La più classica da vedere nelle nostre zone è quella di color marrone, con sfumature tendenti al nero.

Per quanto riguarda l’habitat, le vipere, tra gli ofidi presenti nella nostra provincia, sono le più esigenti. Riffugono le zone urbane, prediligendo ambienti integri, lontani dall’uomo. Quindi sarà impossibile trovare una vipera in centro città. Molto probabilmente si tratta di un saettone o di un biacco!

La sua dieta consta di topi, lucertole e piccoli uccelli.

Come tutti gli animali a sangue freddo, nella stagione fredda effettua una latenza invernale, uscendo dal letargo solo quando le temperature superano i 20 gradi centigradi.

Di regola il periodo degli accoppiamenti primaverile va dalla fine di marzo ai primi di maggio, mentre quello autunnale si svolge in settembre, raramente sfociando in ottobre (a seconda della temperatura). Questo è forse il periodo di maggior “pericolo”, poiché i maschi adulti in primavera e le femmine non riproduttive in estate, se infastiditi, possono azzannare con facilità.

In linea generale, però, è un serpente molto schivo, abituato a scappare di fronte all’uomo e a nascondersi. Molto difficile da osservare, causa la sua natura introversa, predilige zone assolate, pietraie, come ad esempio i massicci calcarei meridionali quali i monti Chiusarella, Orsa e Monarco. È possibile vederla, soprattutto nei periodi degli accoppiamenti, anche nei boschi lungo l’asta del Ticino.

Il veleno della vipera, per un individuo adulto, non è assolutamente letale. In caso di morso, la reazione sarà dolore acuto in prossimità del punto colpito, edema progressivo, cianosi ed ecchimosi. I sintomi generali, invece, saranno nausea, vomito, cefalea e dolori addominali.

Inoltre, spesso la vipera fa dei cosiddetti “morsi a secco”, cioè morsi in cui non inietta il veleno.

Se proprio temete di venire morsi, ricordate che la vipera vi riconosce come potenziali predatori, e quindi tenderà a scappare di fronte a voi. Se davvero volete evitare un tu per tu basterà, mentre passeggiate nei boschi, picchiare il terreno con un bastone. Le vibrazioni, avvertite dal serpente, serviranno a farlo scappare.

Per concludere, non dovete temere la vipera meno di qualsiasi altro animale. Gli animali selvatici sono liberi e fieri, e per questo vanno rispettati e non toccati, ma non rappresentano assolutamente una minaccia per noi. Anzi, tutti loro insieme contribuiscono alla meravigliosa biodiversità del nostro pianeta, fattore fondamentale anche per la nostra sopravvivenza.

di Lorenzo Favretto

 

 

 

NatuReporter

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