Un inaspettato ritrovamento

Un inaspettato ritrovamento, di Vincenzo di Michele

Qualche settimana fa mi trovavo a passeggiare per i sentieri del Monte Orsa, ero in cerca di piante a fioritura precoce (non insolito in quel periodo).

In realtà, poi, mi fermavo ad osservare qualunque cosa attirasse la mia attenzione e così, quando arrivai ad una piccola parete di roccia dove si era verificato un recente crollo, qualcosa di luccicante al sole attirò la mia attenzione: era molto piccolo (un paio di millimetri) e dai riflessi metallici con sfumature dorate.

Raccolsi quel piccolo frammento di calcare “anomalo” per poterlo analizzare al microscopio. Con mia grande sorpresa si trattava di cristalli di pirite, un minerale di ferro, anche detto “oro degli stolti”, proprio per i suoi riflessi dorati che ricordano vagamente l’oro.

La pirite è un minerale abbastanza comune, è costituito per la precisione da solfuro di ferro (FeS2) e può contenere impurità come rame (Cu), oro (Au), cobalto (Co), nichel (Ni) ecc… I cristalli più comuni hanno forma cubica, pentagonododecaedrica od ottaedrica. È possibile rinvenirla in rocce magmatiche, metamorfiche e sedimentarie (come in questo caso). I cristalli più grandi e belli in Italia sono stati rinvenuti all’isola d’Elba, presso Brosso (Piemonte) e in Val Malenco.

La pirite, visto il suo alto tenore di ferro e zolfo, è utilizzata per ricavare acido solforico e ghisa e, se presenti, altri metalli minori.

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