#StopGlifosato in agricoltura

Un milione trecentoventimila firme: sono quelle raccolte per chiedere alla Ue di bandire il glifosato dai nostri campi, quindi dalle nostre tavole e in generale dal territorio in cui viviamo, con ripercussioni su tutta la biodiversità.

È il risultato dell’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) lanciata pochi mesi fa da un gruppo di associazioni ambientaliste e non solo che le ha consegnate ai Paesi membri per la verifica delle firme raccolte.

Che cosa è il glifosato? E’ un’erbicida molto diffuso, anzi il più utilizzato al mondo, per alcune organizzazioni mondiali è definito ‘probabile cancerogeno’ (come l’Iarc, l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità) mentre altre lo giudicano “semplicemente” dannoso per la salute umana e ambientale, altre realtà, come  l’Ufficio di valutazione dei rischi per la salute e l’ambiente americano, lo hanno inserito nella black list delle sostanze chimiche cancerogene.

Insomma, proprio bene non deve fare.

Un bel passo avanti in realtà è stato fatto: la Natura ha vinto contro i pesticidi grazie al recente voto al Parlamento Europeo: significa che gli agricoltori che coltivano una superficie ampia non potranno avvelenare le cosiddette “Ecological focus area” (EFA), ovvero le “aree di interesse ecologico”.

Un parziale vittoria però, perché in questo modo solo una parte della superficie agricola è salvaguardata alla diffusione di veleni nei campi.

Si può fare molto di più!

E’ qualcosa che riguarda tutti, ma proprio tutti: teniamo conto che la superficie coltivata nella provincia di Varese s’aggira tra il 15 e il 18% circa: consentire in queste zone l’utilizzo di prodotti chimici dannosi per la salute e l’ambiente quindi riguarda tutti in prima persona!

Cosa si può fare? Anzitutto informarsi, avere consapevolezza di cosa succede intorno a noi e, in prender parte ad alcune azioni concrete: un punto da cui partire è ad esempio firmare la Petizione Stop Glyphostate

 

 

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