Il signore degli insetti

Il signore degli insetti. di Vincenzo Di Michele

All’inizio dell’estate è possibile osservare in boschi e campagne un grande e maestoso insetto: il cervo volante (Lucanus cervus).

Cervo volante maschio fotografato a Brinzio. Foto di Vincenzo Di Michele
Cervo volante. Foto di Vincenzo Di Michele

Il suo tipico volo maldestro lo rende udibile anche a “grandi” distanze ed è osservabile al crepuscolo. Questo coleottero può raggiungere, nei maschi, gli 8 cm di lunghezza (le femmine circa 5 cm). La caratteristica tipica sono le enormi mandibole, somiglianti a corna, utilizzate durante i combattimenti per sollevare l’avversario. Malgrado l’aspetto minaccioso, questo insetto è innocuo per l’uomo e le mandibole dei maschi a malapena riescono a toccarsi l’un l’altra; diversamente, le femmine hanno mandibole poco sviluppate ma molto più potenti.

Questo affascinante animale depone le uova all’interno di alberi morti o in decomposizione (preferibilmente di quercia o al più in olmo, frassino, faggio e melo). Le larve (xilofaghe) si nutrono del legno grazie alla simbiosi con particolari batteri intestinali che permettono di scindere i legami delle fibre legnose. Questo tipo di alimentazione, però, è poco nutriente e la larva impiega dai 3 ai 5 anni per crescere e svilupparsi.

Cervo volante maschio e femmina a confronto. Fonte immagine: wikipedia

Una volta completata la metamorfosi in autunno, gli adulti attendono fino all’estate successiva per uscire dai loro nascondigli, dopo di che la loro vita durerà solo pochi mesi (nutrendosi di nettare e linfa degli alberi).
Viste le particolari esigenze di habitat del cervo volante, oggigiorno questo insetto è divenuto molto più raro che in passato: la scorretta gestione dei boschi da parte dell’uomo, la rimozioni del legno morto e l’abbattimento di gran parte degli alberi di grandi dimensioni ha ridotto enormemente i siti di riproduzione.

Un modo per favorire la presenza del cervo volante (e di altri insetti xilofagi) è di creare zone idonee per la sua riproduzione, lasciando nei boschi (o nei parchi) alberi morti e/o ceppaie.

 

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