Scoprire e vivere la Palude Bruschera

Scoprire e vivere la Palude Bruschera

Un caro amico dice che lo zaino deve contenere più pazienza che corredo fotografico. E ripensando alle giornate in cui si scatta poco o nulla… “beh, ha ragione”, mi dico. Soprattutto se ci si inoltra in un’area protetta in cui gli animali mal sopportano la presenza umana: troppo rumorosa e frenetica per chi è abituato ai ritmi della natura.

La Palude Bruschera, con le sue decine di ettari di canneto e paludi, è anche questo: luogo in cui i ritmi naturali vogliono e possono prevalere. La nebbia si leva piano piano al mattino e lascia il posto a dei timidi raggi di sole, salutati dai canti delle cince; le gelide pozze d’acqua, in cui i porciglioni possono trovare ristoro, lentamente si sciolgono o scrocchiano sotto i passi di qualche inatteso visitatore; il sottobosco cresce e trasforma, a seconda delle stagioni, le proprie forme ed i colori di cui è composto.

Percorrendo i sentieri di quest’area protetta in modo continuativo ci si trova coinvolti nel disegno della natura. Le abitudini degli aironi o del martin pescatore si possono scoprire e apprezzare. L’osservazione per varie ore di questi meravigliosi animali permette di capire come avvicinarsi, dove posizionarsi con l’attrezzatura fotografica e attenderne l’arrivo per poterli catturare in qualche immagine.

Angera, sulla sponda orientale del Lago Maggiore, a poca distanza dall’uscita delle acque verso sud tramite il Ticino, ospita una zona protetta di cui non molti conoscono o ne comprendono l’importanza: sono a loro agio molti pesci e anche mammiferi come scoiattoli, tassi e volpi. In essa sono, anche e soprattutto, di rilevante importanza le decine di specie di uccelli, migratori e stanziali, che la frequentano, tra cui martin pescatore, picchi, aironi, anatidi, rapaci e moltissimi passeriformi (cince, migliarino di palude, pendolino, luì, lucherino, fringuello, codibugnoli, rampichino).

Andare con un binocolo, però, non è l’unica possibilità per un appassionato di natura: basta passeggiare, specialmente in estate e autunno, per scorgere piante, anfibi, rettili, fiori e insetti.

Betulle, querce, ontani… che frescura che garantiscono d’estate! D’inverno divengono invece scheletri, elementi paesaggistici davvero peculiari se associati alle cannette di lago ed alla nebbiolina delle prime ore mattutine.

Il nenufero tappezza gli specchi d’acqua presenti ai lati dei sentieri e gli iris punteggiano di giallo le erbe verdi, copiose ai margini degli stagni. Numerosi fiori di campo offrono cibo e protezione a molteplici specie di insetti, per la gioia degli appassionati di entomologia. Farfalle, api, cavallette, libellule (anche zanzare, che d’estate non disdegnano di fare compagnia), ragni e gasteropodi dominano il terreno e le erbe più alte.

Osservare la città di Angera in tutto il suo splendore, con la Rocca Borromeo che svetta al di sopra delle case, a dominare il lago, è sempre emozionante. E tornando verso casa sui sentieri della Palude Bruschera mi sembra di poterla addirittura toccare, tanto è vicina…

Il lettore giudicherà la bontà delle fotografie; nel mio piccolo posso dare conferma che, quantomeno nell’osservazione della natura, conviene portarsi nello zaino un pacchetto di pazienza per godere appieno, almeno ogni tanto, dei suoi spettacoli!

di Milo Manica

NatuReporter

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