Salamandra pezzata in Provincia di Varese

Salamandra pezzata in Provincia di Varese

Tutto quello che c’è da sapere sulla salamandra pezzata, affascinante anfibio urodelo presente anche in Provincia di Varese

Si sta avvicinando il periodo in cui gli anfibi escono dal periodo di “letargo” invernale. Molti volontari delle associazioni che hanno a cuore l’ambiente si stanno attivando per evitare l’annuale massacro che questi animali subiscono attraversando le strade per raggiungere i siti di riproduzione. Di seguito, riportiamo il testo integrale di Riccardo Lattuada sulla salamandra pezzata tratto da Varese Photoproject:

La salamandra o salamandra pezzata è un anfibio urodelo appartenente alla famiglia Salamandridae, chiamata così per la sua colorazione nera con vistose macchie gialleLe dimensioni di questo anfibio sono comprese tra i 15–20 cm di lunghezza totale (coda compresa), e le femmine sono in generale più grosse dei maschi. 

La pelle è cosparsa di piccole ghiandole secernenti il muco che ricopre l’animale, rendendola liscia e lucente, il muco ha una funzione battericida (protegge la pelle dalle infezioni), riduce la disidratazione e ha un gusto repellente per gli eventuali predatori. La colorazione vivace della pelle segnala appunto che la salamandra non è commestibile ad eventuali predatori: queste colorazioni appariscenti infatti sono dette “colorazioni di avvertimento” (funzione aposematica).

La salamandra frequenta ambienti boscati freschi e umidi (in particolare quelli di latifoglie) attraversati da piccoli corsi d’acqua,fondamentali per la riproduzione, non è difficile avvistarla nella nostra provincia soprattutto in zone montaneAnche la struttura e le caratteristiche dei corsi d’acqua nei quali avviene la deposizione delle larve giocano infatti un ruolo molto importante nel determinare la distribuzione della specie, corsi d’acqua poco profondi, dall’andamento naturale, con ricchezza di rifugi e substrato ben diversificato.

La qualità dell’acqua è importante, la salamandra infatti depone solitamente in torrenti poco o per nulla inquinati con ampia disponibilità di microinvertebrati di cui le larve si nutrono. In alcuni casi la salamandra utilizza per la deposizione anche lavatoi, vasche e piccoli stagni alimentati da sorgenti che garantiscono un livello di ossigenazione adeguato.

Gli adulti sono attivi solo quando l’umidità dell’aria è elevata, soprattutto di notte, quando piove o il cielo è coperto. Non è raro però imbattersi in una salamandra anche durante il giorno, soprattutto dopo un’intensa pioggia preceduta da un prolungato periodo di siccitàÈ inoltre possibile osservare questi animali anche in inverno, nelle notti con temperature superiori ai 2°C e una sufficiente umidità dell’aria.

La Salamandra pezzata si nutre di piccoli invertebrati in particolare molluschi, millepiedi, isopodi, forficule, carabidi e lombrichi presenti nella lettiera del sottobosco. Può raggiungere età elevate: in libertà è stato riscontrato un individuo di più di 20 anni, mentre sono noti esemplari che hanno superato i 50 anni in cattivitàRaggiunge la maturità sessuale a 3-4 anni di età, la stagione riproduttiva comincia generalmente all’inizio dell’autunno, e la nascita delle larve si verifica all’inizio della primavera.

L’accoppiamento si svolge sulla terraferma; dopo il corteggiamento, il maschio deposita una capsula contenente gli spermatozoi (la spermatofora), che la femmina raccoglie con la cloaca; la fecondazione delle uova è quindi internaLe larve possiedono branchie e quattro arti ben sviluppati, si differenziano da altre larve di urodeli per la presenza di macchie chiare alla base degli arti. In alcune popolazioni montane di salamandra pezzata, le femmine sono ovovivipare e danno alla luce piccoli completamente sviluppati, ma non pronti alla vita terrestre se non dopo i primi 5/6 mesi“.

Riccardo Lattuada

Redazione

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