Le Nubi lenticolari

Le Nubi lenticolari, di Vincenzo Di Michele.

Il 30 ottobre scorso è apparsa sui cieli varesini un’affascinante formazione nuvolosa che, pur non essendo un fenomeno raro, a causa della sua entità e dei suoi colori, ha fatto parlare di se anche sui giornali.

Le Nubi Lenticolari (nuvole a forma di lente) hanno solitamente origine orografica e sono associate ad onde presenti in atmosfera e a sottili strati d’aria molto umida. Quando un rilievo o una catena montuosa costringono un flusso d’aria a salire per superarne i pendii, questa, essendo in ascesa, solleva lo strato di aria umida facendola condensare sulla cresta della montagna (nube a lente). Superato l’ostacolo, l’aria ridiscende per ritornare alla quota originaria. Tuttavia, se l’atmosfera è molto stabile, l’aria, prima di riprendere la quota di equilibrio, genera, per inerzia, una serie di oscillazioni (onde) che producono nubi lenticolari ben oltre il rilievo montuoso.

Il fenomeno è simile ad un pendolo che continua ad oscillare fino a che non arriva alla posizione verticale. L’intenso colore rosso arancio, invece, è dovuto al fenomeno di “scattering”. Semplificando al massimo, quando la luce del sole attraversa strati più densi di aria (come al tramonto) vengono diffusi, oltre ai colori blu, anche colori di maggior lunghezza d’onda.

Ciò comporta una maggior diffusione dei colori rossi ed arancio. Il fenomeno è amplificato quando in aria vi sono alte concentrazioni di pulviscolo atmosferico, dovuti a smog o, come nel caso del 30 ottobre, al fumo dei numerosi incendi nel nord Italia

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