La Vanessa Atalanta

La Vanessa Atalanta, di Giacomo Bassetti.

Lo scorso 24 di gennaio, reduce dal primo esame dell’anno, ho deciso di fare due passi nel bosco di San Quirico, tra Angera e Ranco. Giusto per staccare un attimo, s’intende, e anche perché era da parecchio – per la precisione dallo scorso autunno – che non camminavo un po’ in quel luogo magico e meraviglioso: una collina che si eleva quasi tutta sola in mezzo al lago, coperta di boschi di castagno e costellata di angoli dai quali si ammirano dei panorami fantastici.

Era una splendida giornata di fine gennaio, una di quelle che, malgrado i giorni della merla dovessero ancora arrivare, sembrano già annunciare, in netto anticipo, l’arrivo della primavera. Ecco allora che, mentre scendevo dalla vetta e mi avviavo verso casa, ho incontrato una magnifica farfalla colorata.

Si trattava, per la precisione, di una Vanessa Atalanta (Vanessa atalanta L.), una delle farfalle più belle che si possono incontrare nelle nostre zone. Che ne dite di conoscerla un po’ meglio? Bene! La Vanessa Atalanta – detta anche Vulcano – è una delle farfalle più comuni non soltanto dalle nostre parti ma praticamente in tutta Italia e, addirittura, in tutto il mondo: è infatti diffusa, oltre che in Europa, anche in buona parte dell’Asia e in Nord America.

Appartente all’ordine dei lepidotteri e alla famiglia dei ninfalidi, alla quale appartengono molte comuni farfalle diurne.

Caratteristiche della famiglia sono le antenne di forma clavata, le zampe del primo paio ridottissime e, non ultimi, gli splendidi colori. Atalanta, la mitica eroina greca dalla quale questa specie prende il nome, era famosa per la sua bellezza ineguagliabile e, in effetti, proprio la grande bellezza di questa vanessa è ciò che ci colpisce quando ne incontriamo una: guardate gli accesi e sgargianti colori che risaltano sullo sfondo scuro, quasi nero, delle ali, un rosso-arancio carico e un bel bianco candido che creano dei complessi e perfetti disegni!

L’apertura alare è di circa 5-6 cm e non vi è un evidente dimorfismo sessuale se non per il fatto che, di solito, le femmine sono leggermente più grandi dei maschi. Purtroppo, sebbene sia facile incontrarla, non è facile osservare questa meraviglia da vicino: infatti, la vanessa Atalanta è un’eccellente volatrice, dotata di un volo energico che intervalla rapidi battiti d’ali con brevi planate e fugge prontamente non appena avverte anche il più piccolo movimento.

Quanto all’habitat, si trova un po’ dovunque, frequentando soprattutto i margini e le radure boschive, i cespuglieti e le zone rocciose, fino al piano alpino. Ama molto il sole e passa molto tempo a scaldarsi ai suoi raggi. È naturalmente ghiotta di nettare; tuttavia, la si vede anche nutrirsi su diverse altre sostanze, come la frutta in avanzata fase di maturazione e persino il letame e non è infrequente vederla sulle pozze d’acqua intenta ad abbeverarsi.

Vanessa Atalanta. Foto di Giacomo Bassetti

La vanessa Atalanta depone le uova singolarmente sulla pagina inferiore delle foglie delle piante nutrici, appartenenti ai generi Urtica (ortiche) e Parietaria. Quando nascono, le larve – di colore bruno scuro e con evidenti protuberanze spinose sul corpo – conducono vita solitaria e, dopo alcune settimane passate a nutrirsi quasi ininterrottamente, si impupano direttamente sulla pianta nutrice.

Compie due o tre generazioni in un anno, a seconda delle condizioni (altitudine in primis) e sverna come adulto. Può andare letteralmente in letargo, rimanendo ben nascosta e riparata all’interno di cavità naturali ma anche, ad esempio, di solai o altri ambienti antropici. All’inizio della primavera le farfalle adulte ricompaiono per riprodursi. I maschi sono molto territoriali. La vanessa Atalanta è anche una delle farfalle più longeve e resistenti: può infatti vivere svariati mesi e compiere lunghe migrazioni, dal Nord Africa fino ai paesi nordici ad esempio, seguendo fedelmente le stagioni.

E sapete, infine, che il mio incontro di quel pomeriggio non è stato un caso? Infatti gli adulti, nelle giornate più tiepide e soleggiate, possono anche risvegliarsi temporaneamente dal loro riposo invernale per uscire allo scoperto, donando un tocco di allegria a quei giorni e regalandoci, anche in pieno inverno, coi loro colori, dei momenti magici.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*