La Primula comune

La Primula comune, di Giacomo Bassetti

«Erano i giorni dell’arcobaleno, finito l’inverno tornava il sereno…» Così inizia la bellissima canzone con la quale Nicola di Bari vinse il festival di Sanremo nel 1972. Ogni anno, la stessa magia si ripete e, dopo il freddo inverno, adagio adagio, la natura si risveglia: è la primavera che, puntuale come sempre, sta arrivando anche quest’anno!

Ed ecco allora che, sui colli varesini, già si può vedere qualche fiorellino che, timidamente, spunta dal terreno ed incomincia a rallegrarci con i suoi colori. La Primula Comune è proprio uno degli esempi più evidenti: in effetti, ogni anno, ci accorgiamo che la primavera è alle porte quando i verdi prati si colorano, qua e là, delle sue accese sfumature, tanto che ci sembra quasi che un pittore impressionista si sia divertito a dare qualche pennellata al paesaggio! Insomma, questo fiorellino, pur essendo assai comune e anche molto noto, non finisce mai d’incantarci. Andiamo quindi a conoscerlo meglio!

La Primula comune, detta anche “Primavera” od “Occhio di civetta” (Primula vulgaris Huds. sin. Primula acaulis L.), è una piccola piantina a fiore appartenente alla famiglia delle Primulacee e al genere Primula.

Questo genere, che include circa 500 specie, deve il suo nome alla caratteristica che queste piante hanno di fiorire molto presto in primavera, appena dopo la scomparsa della neve: siccome allora sembra proprio che esse siano le prime dell’anno a fiorire, è stato dato loro il nome Primula, diminutivo appunto del latino primus (primo).

Primule

Esistono svariate sottospecie di questa piantina a fiore, senza poi contare gli innumerevoli ibridi creati e utilizzati a scopo ornamentale. In ogni caso, la Primula comune è una specie erbacea perenne, la cui altezza varia dagli 8 ai 15 cm. È una pianta acaule, che non presenta cioè un vero e proprio fusto aereo: da questo deriva il suo nome scientifico. Si tratta altresì di una specie rizomatosa, vale a dire che possiede, in compenso, uno sviluppato fusto sotterraneo dal quale dipartono le numerose radici e dentro al quale sono accumulate tutte le sostanze di riserva necessarie alla pianta per sopravvivere anche nei periodi sfavorevoli. La Primula comune supera infatti l’inverno grazie a speciali gemme svernanti poste a filo del terreno, ben protette dalla lettiera del suolo o dalla neve.

A inizio primavera, quando queste gemme schiudono, si forma la caratteristica rosetta basale di foglie. Queste ultime sono tipicamente a forma “di cucchiaio”, con lamina obovata e bislunga che, verso il picciolo, si restringe. Il margine fogliare è leggermente ripiegato verso il basso; il picciolo è breve e allargato. La faccia superiore appare glabra e di colore verde chiaro, mentre quella inferiore, tipicamente tomentosa, è di colore grigio-verde. Inoltre – altra caratteristica evidente – le nervature principali sono come infossate nella superficie fogliare cosicché le foglie della Primula comune appaiono tipicamente rugose. I graziosi e colorati fiori, presenti da 1 o 2 fino oltre 20-30 per pianta, sono portati ciascuno da un proprio peduncolo chiamato scapo, lungo in media sui 5 cm.

Gli scapi s’innalzano tutti dal centro della rosetta di foglie. I fiori della Primula comune sono ermafroditi (ogni fiore porta in sé sia gli organi riproduttivi femminili che maschili) e dalla tipica forma pentagonale, questo in quanto il calice e la corolla hanno, rispettivamente, 5 sepali e 5 petali a forma di cuore.

I loro splendidi colori variano, a seconda anche della sottospecie, dal più classico giallo-limone chiaro al bianco, finanche al rosa, al fucsia, all’azzurro e al violetto, sempre con una caratteristica macchia più scura al centro. Sono lievemente profumati e, al loro interno, contengono del nettare: insieme ai colori, queste caratteristiche sono utili per attirare gli insetti impollinatori, particolarmente apoidei e farfalle, ai quali è affidata la diffusione della specie.

I frutti, che maturano dai fiori a seguito dell’impollinazione, sono capsule deiscenti, contenenti numerosi semi. La Primula comune fiorisce una sola volta l’anno (è specie monocarpica), all’inizio della primavera, quindi da febbraio a aprile nelle nostre zone. Se però l’inverno è particolarmente mite, questa pianticella può fiorire anche parecchio prima, già dalla fine di dicembre per esempio! La Primula comune è diffusa praticamente in tutte le aree temperate dell’Eurasia e, in parte, anche dell’Africa settentrionale. In Italia, essa è comune in tutto il territorio (esclusa solo la Sardegna), ancorché nel centro-sud sia assai più facile trovarla sui rilievi. È una pianta che ama la mezz’ombra e la si trova soprattutto nei luoghi erbosi, meglio se con vegetazione sparsa, e nel sottobosco. È comune anche lungo i ruscelli e, in fatto di terreno, la Primula comune non presenta particolari esigenze se non una media umidità e un valore di pH intorno alla neutralità. La Primula comune è reperibile dalla pianura fino oltre i 1200 di altitudine e si dimostra, infine, una specie molto rustica che tollera abbastanza bene le gelate: pertanto, non è raro che questo gioiello possa spingersi anche a quote più elevate. Insomma, quante cose da scoprire in questo fiorellino, una vera meraviglia della natura!

 

 

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