Il bosco e il fuoco

Il bosco e il fuoco, di Vincenzo Di Michele.

Incendio Campo dei Fiori: Monte Legnone. Foto Vincenzo Di Michele

Sono stati giorni intensi ed angoscianti quelli di fine ottobre. Con grande sorpresa e rammarico i varesini si sono trovati il Campo dei Fiori, la Montagna di Varese, avvolto da fumo e fiamme.

Un gesto criminale, sconsiderato e vigliacco che, oltre a mettere a rischio la vita delle persone, ha distrutto decine e decine di ettari di bosco e sottobosco. Non basterebbe un libro per inquadrare e definire coloro i quali appiccano volontariamente il fuoco alle aree naturali; molte sono le ragioni (in ultima l’idiozia) ma solo due accumunano queste persone: l’ignoranza e la dispatia (mancanza di empatia) verso il mondo naturale.

Quali possono essere i danni che il fuoco può arrecare ad un bosco?

È necessario dividere gli incendi in tre principali categorie, a seconda di dove si sviluppa e propaga il fuoco e del combustibile che brucia.

  1. Fuoco di terra o sotterraneo: brucia e distrugge la sostanza organica diffondendosi per alcuni centimetri nel suolo, al di sotto della lettiera (strato di foglie morte non o parzialmente alterate). La combustione è lenta ma molto duratura, spesso difficile da vedere e contrastare. Vista la sua natura subdola, può innescare nuovi focolai. Il danno è localizzato alle radici superficiali e al colletto (zona di contatto tra fusto e radici) delle piante. Si hanno gravi danni alla struttura del terreno, grande perdita di sostanza organica e distruzione di buona parte della flora microbica e degli invertebrati terricoli. I danni agli alberi variano a seconda della durata dell’evento e della resistenza delle specie colpite.
  2. Fuoco di superficie: brucia principalmente lo strato di foglie e ramaglie morte adagiate sul suolo (lettiera) senza gran compromissione dello strato di humus. Le specie vegetali che maggiormente subiscono danni sono piccoli arbusti e vari tipi di piante erbacee. Gli alberi solitamente superano indenni questo evento se lo spessore della loro corteccia è sufficiente da isolare i loro tessuti interni (cambio) dalle alte temperature del fuoco. Anche la velocità e la durata dell’evento incendiario sono determinanti.
  3. Fuoco di chioma: rappresenta l’evento più violento. Il fuoco si trasmette da chioma a chioma molto velocemente, distruggendo completamente la vegetazione arborea. Dal punto di vista paesaggistico è l’incendio più devastante. Per quanto riguarda la fauna, l’incendio più impattante è quello di chioma. La distruzione completa del bosco, oltre agli effetti immediati di uccisione dei singoli individui, comporta la perdita di habitat, rifugi e fonti di cibo, rendendo l’area incendiata incompatibile per la vita di buona parte delle specie animali (in particolare macro fauna). Possiamo dire in maniera generale che più la vegetazione è stata colpita dall’incendio maggiore saranno le ripercussioni sulla fauna. Pesantissimi danni sono subiti, in ogni caso, da insetti e invertebrati che vivono nella lettiera e nel legno. In ultimo vi è da considerare il danno subito dal suolo. La distruzione improvvisa di biomassa, la liberazione di molte basi (es. Ca, K, Mg, P ecc.) e il calore, comportano un’alterazione chimico fisica importante che, nei peggiori casi, comporta la destrutturazione del terreno con il conseguente rischio di erosione superficiale.

Gli incendi di Campo dei Fiori

Per quanto riguarda gli incendi di Campo dei Fiori, si è trattato principalmente di fuochi di superficie, con locali fenomeni di “torching” (incendio di chioma) e fuoco sotterraneo. Dai primi sopralluoghi che ho eseguito, i danni sembrerebbero contenuti per la vegetazione, tuttavia è ancora presto per tirare le somme. In primavera si potrà fare una valutazione più accurata, con la ripresa vegetativa degli alberi.

Decisamente più difficile è stabilire l’impatto che il fuoco ha avuto sulla fauna: se da un lato è vero che molti animali possono scappare (come uccelli e grandi mammiferi) è altrettanto vero che animali di piccola taglia come roditori arboricoli, ghiri, anfibi e insetti avevano poche possibilità di scampare alla fiamme. C’è da considerare poi che gli animali, così come noi umani, vanno nel panico durante queste eventi!

Il danno maggiore, comunque, è giunto probabilmente dalla grande quantità di fumo prodotto dalla combustione delle foglie che ha potuto disorientare, finanche uccidere, molti animali.

Al momento, un grande aiuto per i sopravvissuti sarebbe bloccare la caccia per almeno i prossimi 2 anni (come già la LIPU ha proposto).

Incendio Campo dei Fiori: vista da Biandronno. Foto Vincenzo Di Michele

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