Finalmente Calandrella!

Brebbia, 2 Maggio 2017 – Uno dei 2 individui presenti

Finalmente Calandrella! di Luca Giussani.

Era da tempo che fissavo quella riga sulla Check-list degli uccelli della Provincia di Varese, chiedendomi più volte come mai dal 1965 ad oggi non ci fosse stata più alcuna osservazione di questa specie nelle nostre zone. Al tempo non ero ancora nato, ma chiudendo gli occhi posso immaginarmi che ambiente ci fosse nel maggio di quell’anno nei dintorni della Malpensa. Da allora chissà quanti cambiamenti ci sono stati a causa dell’industrializzazione e dello smisurato boom edilizio.

Oramai rimangono poche zone in provincia adatte all’osservazione di questa specie in periodo migratorio, specialmente primaverile. Se da un lato ciò è un male, dall’altro possiamo sforzarci di vedere il “bene”: nelle poche zone residue si può creare una sorta di “effetto isola” durante la migrazione, specialmente durante le giornate con meteo avverso.

La specie è considerata migratore regolare con pochi individui nella vicina provincia di Como, mentre risulta migratore irregolare sia a sud, nel novarese, che a nord, presso la Piana di Magadino in Svizzera. In Provincia di Varese la calandrella ha la fenologia “Storica”, con una sola osservazione, quella del 1965 appunto.

In virtù di ciò, la domanda sorge spontanea: “Ne sarà passata qualcun’altra da noi in tutto questo tempo?”. Non ho dubbi, la risposta è certamente sì. Da un paio d’anni, almeno un paio di volte durante la primavera, mi soffermo qualche ora ad osservare Cutrettole e Culbianchi in sosta migratoria in alcuni campi a sud dell’abitato di Brebbia. Si tratta di un’area di circa 21 ettari, una vera e propria isola di spazi aperti, immersa tra boschi e centri abitati.

Ed è qui che la domenica del 30 aprile decido di recarmi per qualche ora di sano birdwatching.

Brebbia – Ambiente: campi coltivati alternati ad incolti

Il meteo è variabile, qualche raggio di sole tra le nuvole illumina il giallo intenso delle innumerevoli Cutrettole ed il rosso della gola di qualche Pispola golarossa.

Tra una zolla di terra e l’altra fa capolino anche un bel Calandro. Senza apparente motivo il gruppo di Cutrettole compie qualche voletto, forse per nervosismo migratorio.

È allora che un verso attira la mia attenzione, una sorta di mix tra il verso in volo della Passera mattugia e quello di un’Allodola. Cerco di seguire con lo sguardo quel suono a me totalmente nuovo. Un piccolo barlume nel mio cervello si accende: “Dunque, ragioniamo. Sembra un Alaudide, ma non è né un’Allodola né una Cappellaccia. Ok, stiamo calmi, non può essere vero”.

Sento ancora quel verso per altre due o tre volte, poi finalmente riesco ad inquadrare la fonte del mistero. È un Alaudide dall’aspetto abbastanza snello e con ali abbastanza lunghe e non molto larghe. Nessun bordo d’uscita delle ali chiaro. La mia prima impressione si consolida, verso “Passero-allodoloso”, jizz* (vedi note a fine pagina, ndr) e alcune caratteristiche del piumaggio fanno propendere per la specie tanto desiderata.

Ancora agitazione generale tra le Cutrettole, di nuovo quel verso, la individuo e la seguo finché si posa tra le zolle di un campo appena arato. In un decimo di secondo la inquadro a cannocchiale. Non ho idea di quanto si siano dilatate le mie pupille in quel momento. Incredibile, è lei. Finalmente, la tanto attesa CALANDRELLA!

La osservo per qualche secondo prima che si infatti nella vegetazione rada (evidentemente non così tanto) di un campo in attesa di essere arato. La vedrò ancora una volta in volo e poi basta, non riuscendo a documentare fotograficamente l’eccezionale avvistamento. Un paio di registrazioni sono l’unico bottino conquistato: non sono granché, ma l’analisi del sonogramma conferma senza dubbi che si tratta di Calandrella brachydactyla.

Con un po’ di amaro in bocca torno a casa, avvisando gli amici del GIO (Gruppo Insubrico Ornitologia) ed altri osservatori del ritrovamento. Fortunatamente la sera stessa, Colin Parnell riesce a fotografarla. Ora le prove sono al completo.

Brebbia, 2 Maggio 2017 – Uno dei 2 individui presenti

Nei giorni seguenti verranno osservati addirittura 2 individui assieme, in alcuni casi piuttosto vicini e relativamente esposti, consentendo di raccogliere documentazioni fotografiche migliori. Il giorno 4 maggio ho la sensazione di osservare un terzo soggetto in sorvolo alle 11.20. In arrivo da sud con evidente atteggiamento migratorio, compie un passaggio basso sui campi, proseguendo in direzione nord. Il verso in volo ed il jizz* erano compatibili con questa specie, ma la fugacità dell’osservazione non ha permesso di averne la certezza assoluta.

Le altre 2 calandrelle al suo passaggio hanno alzato lo sguardo, osservando e ascoltando, chissà… Con una permanenza di esattamente una settimana, il 6 maggio rappresenta l’ultimo giorno di osservazione con un solo individuo segnalato da Colin, dopo il quale i soggetti osservati avranno proseguito la loro lunga migrazione verso i siti riproduttivi nell’Europa centro-orientale.

Brebbia, 4 Maggio 2017 – 2 individui in alimentazione

Identificazione e Status

La Calandrella è un Passeriforme della famiglia degli Alaudidi, specie che vivono sul terreno e con un piumaggio in generale color sabbia/marroncino, più o meno striato.

A differenza della più comune Allodola, nella calandrella il capo appare praticamente privo di “cresta”, le parti inferiori sono molto più pulite, quasi bianche, senza striature evidenti. In generale, sono presenti due piccole macchie scure poco sotto la gola, ai lati del petto.

Il becco appare piuttosto tozzo e robusto. In volo non mostra alcun bordo d’uscita chiaro dell’ala ed appare meno pesante e più snella rispetto all’allodola. Altra caratteristica utile qualora la si osservi a distanza ragionevole è la lunghezza delle remiganti terziarie, tale da ricoprire le primarie, cosa che non succede nella sua congenere.

La calandrella nidifica in ambienti aridi e aperti con vegetazione rada, ma anche lungo i litorali o i greti di fiumi sabbiosi e ciottolosi. Nel suo areale europeo la specie ha subito un declino non indifferente negli ultimi anni e sul territorio italiano si è stimato un decremento di circa il 66% sull’arco 2000-2010, tanto da rientrare nelle specie in Lista Rossa con lo status “In pericolo (EN)”.

Le cause sono da attribuirsi principalmente alla continua trasformazione degli ambienti agricoli, ai cambiamenti di uso del suolo ed in particolare alla sostituzione delle pratiche agricole tradizionali ed estensive con coltivazioni fitte e irrigate.

Un tempo comune in gran parte della Pianura padana, la specie nidificava negli anni ’80 anche non molto lontano dalla Provincia di Varese, in particolare in Val d’Ossola ed in provincia di Pavia ed Alessandria, in quest’ultima con popolazioni di importanza a livello nazionale. Ad oggi la popolazione nidificante è molto frammentata nel Nord e Centro-Italia, con qualche coppia sparsa, mentre i nuclei più floridi sono presenti in Sicilia e Sardegna.

Bibliografia

• Aletti R., Carabella M., (a cura di), 2015. Check‐list degli uccelli della provincia di Varese – Lista completa commentata e illustrata, Quaderni del Gruppo Insubrico di Ornitologia, 2/2015

• Aletti R., 2016. – Lista degli Uccelli della provincia di Varese (aggiornata al 2016). https://gruppoinsubrico.com/hotspot-e-avifauna/

• Bricchetti P., Fasola M., 1990 – Atlante degli uccelli nidificanti in Lombardia (1983-1987)

• Casale F., Rigamonti E., Ricci M., Bergamaschi L., Cennamo R., Garanzini A., Mostini A., Re A., Toninelli V., Fasola M. , R.I.O. Vol 87, No 1 , 2017 – Gli uccelli della Provincia di Novara (Piemonte, Italia): distribuzione, abbondanza e stato di conservazione

• IUCN, Lista Rossa Italiana, 2012 – http://www.iucn.it/scheda.php?id=608956456 • Svensson, Mullarney, Zetterstrom , 2012 – Guida degli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente

* Note: La parola jizz, all’apparenza buffa, è un termine che rientra nel gergo dei birdwatcher più esperti e si riferisce  a quella generale sensazione che ci dà un uccello e che subito ce lo segnala come quella particolare specie, anche se non ne abbiamo colto tutti i dettagli di fisionomia,  piumaggio, etc. In parole semplici: è quella stessa sensazione che prova ognuno di noi quando riconosce subito un viso noto in mezzo a una folla di estranei.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*